NEBBIUNO- 09-02-2026 --Il Vergante nel 1944 era{xtra24_subscription} una base di partigiani ed i fascisti, che stazionavano sul Lago Maggiore, operavano rastrellamenti sulle colline e sulle montagne. Giuseppe Fornara, classe 1928, allora era il campanaro di Nebbiuno, ma aveva anche un altro compito: faceva su e giù dal campanile per monitorare se arrivavano fascisti o tedeschi.
Lui, ancora in gamba e lucidissimo, ricorda tutto. Racconta: "In quel periodo facevo il campanaro, ma avevo tanti amici più grandi di me pure tra i partigiani. Anche il parroco Don Giovanni Zanetta mi lasciava salire sul campanile. Dalla
mia postazione potevo vedere anche quando i fascisti o i tedeschi salivano dal lago. I tedeschi salivano in fila indiana, i fascisti sparavano e facevano rumore. Se quella per un adolescente poteva essere oltre ad una missione, anche un gioco non lo fu più quando i fascisti arrivarono in paese e ci fu leccidio del 16 luglio 1944. Quel giorno non me lo dimenticherò mai. Era domenica mattina e alcuni partigiani erano scesi in paese per comprare dei viveri, ma anche perchè un loro informatore li voleva mettere in contatto con dei presunti repubblichini che volevano disertare. In realtà era una trappola perchè il paese era pieno di fascisti. Ne nacque un conflitto a fuoco, ma i fascisti erano molti di più: I partigiani erano cinque, le camicie nere una trentina. Un partigiano ferito riuscì a salvarsi tra i rovi, gli altri furono uccisi nella piazzetta, che ora si chiama Tre martiri dove c'era la bottega di alimentari".
Fornara continuò il suo compito fino alla Liberazione, poi divenne il messo comunale di Nebbiuno.
Chiude con parole ancora attuali "La guerra una brutta cosa, ma quella civile la peggiore perch si odiano anche persone che un tempo magari erano amiche. Spesso la guerra arriva lentamente, senza che ce ne accorgiamo. Dobbiamo riflettere molto su questo". (M.R)
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