Una tassa che non piace a diverse associazioni di categoria
ROMA - 22-6-2026 -- Ci aveva già pensato l’Unione europea{xtra24_subscription} con il regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013 (codice doganale dell’Unione europea) a disporre un contributo doganale di 3 euro per i piccoli pacchi provenienti dalla Cina, normalmente acquistati online.
La legge di
bilancio per il 2026 (Legge 199/2025), all’art. 1, comma 126 prevede adesso per l’Italia un contributo alla copertura delle spese amministrative correlate agli adempimenti doganali relativi alle spedizioni di modico valore provenienti da Paesi terzi. Tale contributo si applica alle spedizioni di beni: a) provenienti da Paesi non appartenenti all'Unione europea; b) di valore dichiarato non superiore a 150 euro.
Quindi l’Italia ha aggiunto 2 euro ai 3 euro già previsti dall’Unione. Ovviamente il provvedimento riguarda tutti i beni che provengono dai paesi extra Unione, ma, statisticamente, il 98% di tali beni in Italia proviene dalla Cina. La motivazione data è che le merci contenute nei pacchi possono rappresentare rischi per la salute o violazioni della proprietà intellettuale rispetto alle norme comunitarie.
Tutte le associazioni di categoria (Confcommercio, autotrasportatori, ecc.) chiedono che la tassa venga prorogata se non eliminata.
Carlo Crapanzano
