BEURA- TRONTANO- 15-02-2026-- Vorrei dedicare il racconto di questa gita ad un caro amico che nell'estate del 2024 ci ha lasciati, {xtra24_subscription}cadendo proprio su queste montagne che tanto amava e delle quali era un profondo ed esperto conoscitore. La fatalità è sempre in agguato, anche per i più forti. Renzo Zuccala era l'anima del bellissimo rifugio qui descritto.
Siamo nell'ottobre del 2015. Un po' di neve gelata sopra i duemila metri ci induce, quest'anno, a scegliere il percorso cosiddetto “basso” nella ormai abituale attraversata da Beura a Trontano, pezzo forte del nostro autunno in montagna. Il rifugio degli Amici della Montagna di Beura all'Alpe Pozzolo offre sempre una comoda accoglienza agli escursionisti. Esempio di sana gestione privata senza burocrazia!
GITA N. 72
BEURA – TRONTANO - PERCORSO ”BASSO”
21 - 22 ottobre 2015
Dislivello totale: 1400 m + 300 m. Tempo totale: 3 h 30' + 5 h 05'.
Previsioni ottime, ma un pallido sole, nuvole e nebbia ci accompagneranno per tutto il primo giorno. In tre partiamo di mattina da Beura, 257, e raggiungiamo lungo il sentiero A20 in un'ora e un quarto l'Alpe Vaccareccia, 885, passando da Cà d' Giani, 450, e dall'Alpe Fiesco, 600. Superiamo poi gli alpeggi di Provo, Prou
Menga, 1085, e Provo, 1240. All'Alpe Selvaccia lasciamo il sentiero A20 che porta all'Alpe Corte Vecchio e, seguendo il sentiero di destra, arriviamo al rifugio degli Amici della Montagna, 1640, sito su un piccolo ripiano poco sotto l'Alpe Pozzolo. Due ore e un quarto dall'Alpe Vaccareccia. Il sentiero è tutto evidente e ben segnato. Con calma prepariamo i giacigli per la notte, mangiamo qualcosa, puliamo e scaldiamo il locale. C'è anche il tempo per un salto all'Alpe Corte Vecchia, passando dall'Alpe Pozzolo, a salutare un amico che è l'anima del rifugio e di queste montagne.
Un'ora per andata e ritorno. Nel tardo pomeriggio ci raggiungono tre signore e tre ragazzi. La parte più faticosa dell'escursione è alle spalle. Tutto funziona perfettamente, acqua, luce, riscaldamento e ne siamo grati a chi gestisce questo rifugio. Ci sarà, naturalmente, un doveroso rimborso spese per collaborare alla sana gestione di questo prezioso ricovero. Allegra serata in compagnia, cena, partita a carte, sane risate.
Nella notte due amici tagliano legna e gli altri ascoltano ammirati e divertiti. Grazie all'insonnia prevalente ci si alza molto presto, si fa colazione, si preparano gli zaini e si rimette tutto in ordine. Si prospetta una magnifica giornata. All'alba, dopo le foto all'impagabile panorama dei “quattromila” e ad una sorta di piccola e splendida aurora boreale, con temperatura intorno allo zero, si parte in direzione nord e su sentiero evidente diretti all'Alpe Corte Vecchia, 1657, con breve salita fino all'Alpe Pozzolo e morbida discesa.
Breve pausa a Corte Vecchia, ripida ma breve salita diretti a nord est e si scollina, a quota 1730, nell'ampio fornale dell'Alpe Menta. Calpestando un po' di neve nel tratto esposto a nord del lungo traverso, raggiungiamo Menta, 1766, dopo due ore, lasciando sulla destra il sentiero che sale verso la Scala del Ragozzale. Rapida colazione e ripartiamo, adesso lungo il sentiero A16, ritrovando il sole. Arriviamo all'Alpe Rina, 1720, ed al suo bel rifugio del Gruppo Alpini di Trontano in un'ora. Poco dopo ci raggiungono altri quattro ragazzi, con il piccolo Willy, che sono saliti da Trontano e dall'Alpe Faievo, non avendo potuto o voluto pernottare a Pozzolo con il resto del gruppo. Dopo la pausa pranzo riprendiamo il cammino fino all'Alpe Nava, 1728 (poco più di mezz'ora).
Una piccola deviazione ci porta alla croce del meraviglioso balcone panoramico su Domodossola e la sua valle. Torniamo brevemente sui nostri passi ed imbocchiamo il sentiero, sempre ben segnato, verso Trontano, inizialmente in ripida discesa in direzione nord est, che si addolcisce verso l'Alpe Pieso, 1445 (mezz'ora). Qui teniamo la sinistra (nord ovest) e scendiamo fino ad incrociare la strada che sale verso l'Alpe Parpinasca.
Scendiamo ancora ed imbocchiamo, sulla destra, il sentiero/scorciatoia che ci porta rapidamente all'Alpe Faievo, 970 (un'ora). Con le auto degli amici saliti da qui andiamo a Beura a recuperare le altre, cercando inutilmente, nel frattempo, un bar aperto dove reidratare i nostri corpi prosciugati dal sole d'autunno.
Gianpaolo Fabbri
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